Desidero un mondo in cui i corpi non siano più oggetti da controllare o correggere, ma spazi vivi da ascoltare, rispettare e abitare. Con libertà, gentilezza e sicurezza.
È da questo desiderio che nasce il mio lavoro. Negli ultimi dieci anni sono diventata Dietista non prescrittiva HAES, facilitatrice di Mindfulness trauma-sensitive, embodied e self-compassion, ed infine formatrice.
Oggi accompagno le persone nei loro percorsi di cura e affianco professionistə della salute che desiderano costruire una pratica più radicata, non prescrittiva e sicura. Integro evidenze scientifiche, decostruzione e consapevolezza corporea per creare spazi in cui la cura sia, prima di tutto, relazione, presenza e rispetto della complessità umana.
Perché il corpo non è un problema da risolvere, ma un territorio vivo da ascoltare e abitare.
La cura ci accoglie nei momenti in cui siamo più vulnerabili. Per questo credo debba essere uno spazio consapevole, rispettoso e sicuro: un luogo in cui non siamo ridottə a un sintomo, a un comportamento da correggere o a un modello da raggiungere.
Per me, prendersi cura significa creare uno spazio lento, gentile e sicuro. Una Stanza in cui si intrecciano pensiero critico, evidenze scientifiche, ascolto del corpo e consapevolezza mindful, come modi di riconoscere i propri bisogni e imparare a prendersene cura.
Significa scegliere un approccio non prescrittivo, inclusivo e attento alla sicurezza, che riconosca le disuguaglianze, onori la complessità dei corpi e delle vite e non riduca la salute a scelte universali o alla sola forza di volontà.
Significa, infine, prendersi cura anche di chi la cura la offre. Perché quella Stanza deve far sentire bene prima di tutto chi la abita ogni giorno, con la propria sensibilità e attenzione.


Lo spazio di cura è il luogo in cui ritrovare insieme un rapporto con il cibo di benessere e piacere, sereno e libero. Lontano da piani e regole, vicino all'ascolto dei tuoi bisogni, dei tuoi valori e dei tuoi desideri.

La spazio formativo e di affiancamento è dedicato a professionistə della cura e non che vogliono coltivare una realtà consapevole, sicura, inclusiva nel cibo e nel corpo. E contribuire con il loro lavoro a rendere il mondo sempre più libero.

Nel tempo hai imparato a controllare, limitare e "fare le scelte sane" nel cibo. Eppure, tutto questo non ti fa stare bene. Nella Stanza di Cura ritroviamo insieme un rapporto con il cibo e con il corpo più consapevole, sereno e libero. Lontano da piani e regole, vicino all'ascolto dei tuoi bisogni.

Hai studiato, raccolto strumenti e continuato a formarti. Ma portare tutto questo nelle visite è un'altra cosa. Nella Stanza delle Formazioni ti affianco a integrare conoscenze, sensibilità e strumenti nella pratica. Per costruire una cura non prescrittiva, consapevole, coerente con i tuoi valori, in cui sentirsi a casa. Per i pazienti, ma anche per te.
Una biblioteca gentile, che raccoglie saggi, romanzi, autobiografie, albi illustrati e profili social selezionati con cura per accompagnarti nel tuo viaggio verso un prendersi cura di te più gentile, accogliente e libero. Nel cibo e nel corpo.
Una newsletter da leggere con un tea caldo, al risveglio o alla fine della giornata.
Un piccolo spazio lento dove condividere momenti nati dalla Stanza di Cura, per coltivare insieme un modo di prendersi cura nel cibo e nel corpo che nasce dall'ascolto, dalla gentilezza e dal sentirsi al sicuro. Una cura che avvicini ai propri bisogni, e non ai modelli del mondo.
Hillman dice "Le parole sono come cuscini: quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore." Ecco, le lettere insieme nascono da qui.
Vuoi prenderti questo tea lento, insieme?
Una newsletter da leggere con un tea caldo, al risveglio, come ultima coccola della settimana per ritrovare un rapporto nel cibo e nel corpo sempre più consapevole, sereno, libero.
Sono Giada, dietista non prescrittiva con due anime: una da scienziata e una più umanistica. Nel lavoro queste due metà si intrecciano per ricostruire insieme il rapporto con il cibo e il corpo, libero dalle pressioni del mondo.