Gennaio è un mese che ha il potere di segnare l’inizio di nuove stagioni e nuovi cicli. Ma è anche un mese che, a volte, sembra avvolgerci in una sorta di sfida silenziosa.
Un mese in cui le aspettative si intrecciano con il nostro corpo, e il cibo diventa un terreno di battaglia tra ciò che ci viene imposto e ciò di cui realmente abbiamo bisogno. Qui, cercheremo di esplorare cosa succede dentro e fuori di noi in questo periodo dell’anno, per aiutarti a riconnetterti con il tuo corpo e i suoi veri bisogni. Oltre le pressioni del mondo.
Cosa succede fuori: la pressione della cultura della dieta e delle performance
Gennaio, come ogni inizio d’anno, porta con sé un’esplosione di messaggi legati al cibo e al corpo.
Il mondo intorno a noi sembra spingerci a cambiare, a “fare meglio”, a migliorare la nostra forma fisica, la nostra alimentazione, il nostro stile di vita. E come ogni anno, la cultura della dieta si fa sentire in modo forte e pervasivo.
La cultura della dieta
Da Gennaio inizia il grande fiorire delle promesse di "rinascita". La pubblicità, i social media e le conversazioni intorno a noi sembrano esser intrisi di un’unica parola: dieta.
Si parla di come rimediare agli eccessi delle feste, di come perdere peso in fretta, di come migliorare il nostro corpo in modo “veloce ed efficace”. Si spinge sempre più verso l'idea di un corpo perfetto, ridotto a numeri su una bilancia, centimetri su un metro, come se ogni imperfezione fosse qualcosa da eliminare, da nascondere.
La grassofobia
Ma sotto questa pressione della perfezione fisica si nasconde un'altra storia del mondo: la grassofobia.
L’idea che il corpo grasso debba essere corretto, “aggiustato”, cambiato, affonda le radici nella paura del grasso, nella disapprovazione nei confronti di un corpo che sfida i canoni estetici imposti dalla società. Il grasso viene demonizzato, e chi non rientra nei parametri della magrezza viene guardato con giudizio.
La performance
A Gennaio, inoltre, c’è una forte pressione verso la performance. Le risoluzioni per l’anno nuovo spingono a essere più produttivə, più efficienti, a ottenere più risultati in minor tempo.
La cultura della produttività non ci permette di fermarci. Ma il corpo, in questo periodo dell’anno, ha bisogno esattamente dell’opposto: ha bisogno di rallentare, di rigenerarsi, di prendersi del tempo per riposare e guarire. E nel tentativo di stare al passo con il mondo, rischi di allontanarti sempre più dai tuoi bisogni.
Cosa succede dentro: il corpo che risponde alla stagione e alla fatica del ri-inizio
Se fuori tutto sembra spingere per il cambiamento, dentro di noi il corpo risponde a un altro ritmo A Gennaio, il nostro corpo sente il sapore dell’inverno, un momento che invita alla riflessione, alla calma, al riposo.
L'inverno: un tempo per rallentare
L’inverno è la stagione della quiete.
Le giornate sono ancora corte, la luce scarseggia e il freddo ci invita a cercare il calore. Il nostro corpo, rispondendo a questo clima, tende a rallentare, a chiedere più riposo, più nutrimento. La natura stessa ci suggerisce di fermarci, di riflettere, di preparare il corpo a una ripartenza che avverrà con la primavera. Ma nella cultura frenetica che ci circonda, questa naturale richiesta di lentezza deve essere spesso silenziata.
Le temperature basse ci spingono a cercare il calore. Il cibo, che in inverno ha una funzione più nutritiva e confortante, diventa una fonte di sostegno, una risposta alla necessità di sentirsi al sicuro, coccolati. Il nostro corpo ha bisogno di energia per affrontare il freddo, e il cibo diventa parte di questo processo di cura. Ma spesso il messaggio che riceviamo è in conflitto con il nostro bisogno interiore di confortarci: il cibo diventa qualcosa da temere, qualcosa da gestire anziché da godere.
La fatica del ri-inizio
Gennaio è anche il mese del ri-inizio, ma questo non è sempre facile.
La fatica di ricominciare dopo le feste, la ripresa delle routine quotidiane, il ritorno agli impegni possono farci sentire sopraffattə. Il corpo, ancora in modalità riposo, fatica a rispondere al mondo là fuori che chiede subito performance. Il freddo, le giornate grigie e la necessità di rientrare nei ritmi quotidiani possono farci sentire in guerra: il nostro bisogno di tempo in più, di lentezza e la velocità dei nuovi propositi del mondo intorno a noi.
Ascoltarsi con gentilezza: il cibo come linguaggio del corpo
In tutto questo, è fondamentale ricordare che il cibo non è il nemico. Non è qualcosa da temere o da gestire, ma piuttosto un linguaggio del nostro corpo.
Ci parla, ci guida, ci sostiene.
Ascoltando il nostro corpo con gentilezza, possiamo imparare a riconoscere le sue necessità. In inverno, queste necessità spesso riguardano più nutrimento, più riposo, più accoglienza. Il cibo diventa quindi un alleato, un modo per prendersi cura di noi stessi senza giudizio.
Ogni corpo è unico e merita di essere accolto nella sua interezza. Non c’è bisogno di forzarlo a cambiare in base a imposizioni esterne. Gennaio, se ascoltato con attenzione, ci invita a rallentare, a prenderci il tempo di sentire e di rispondere ai segnali che il nostro corpo ci manda.
Se ne senti il bisogno, prova ad iniziare da qui
Aver letto questo articolo spero che ti abbia aiutato a prendere consapevolezza di come il rapporto con il corpo sia molto complesso.
In un periodo dell’anno in cui le pressioni sul cibo e sul corpo si fanno sentire più forti che mai, è facile sentirsi sopraffattə. Diete, performance, aspettative che spingono a cambiare, migliorare, perfezionare. Ma cosa succede quando ci fermiamo, rallentiamo, ascoltiamo?
Ti lascio 3 piccoli grandi aiuti da cui iniziare, per provare a rallentare e riconnetterti al tuo corpo e al cibo con gentilezza e consapevolezza, lontano dal rumore esterno.
In questo video YouTube partiamo dalle parole di una di voi, dopo una newsletter: "Ho capito che devo ritrovare me stessa e i miei veri bisogni, ma non è facile con tutti i consigli e commenti su cibo e corpo che ho interiorizzato nel tempo. Non capisco più cosa davvero voglio e fa stare bene me." Partiamo da qui per riconoscere i propri bisogni dal mondo: cultura della dieta, grassofobia, eredità familiare.
Per andare più in profondità nelle storie su cibo e corpo che ti porti dentro, i laboratori di lettura consapevole
Nei laboratori di lettura consapevolelavoriamo insieme a te persona - che tu sia paziente, professionista o semplice anima in viaggio - per prenderti cura delle storie che ti porti dentro, del tuo modo di vedere il mondo e di vederti nel mondo. In particolare nel cibo e nel corpo.
Per riscrivere i filtri con cui guardi a te, al mondo, all'Altro. E trovare piano piano la tua voce nel rumore del mondo.
Sono percorsi che guidano la persona a leggere di sé attraverso le pagine dei libri, del proprio mondo interiore e di ciò che la circonda. Un libro non è mai solo un libro, ma diventa molto di più: specchio, risonanza, emozioni, sensazioni, passato, presente, sogni e futuro. E attraverso pratiche che fanno tornare al presente nel qui e ora: mindfulness, creatività, scrittura, disegno, musica...
Sono Giada Fierabracci, dietista non prescrittiva con due anime: una da scienziata e una più umanistica. Nel lavoro queste due metà si intrecciano per ricostruire insieme il rapporto con il cibo e il corpo, libero dalle pressioni del mondo. Da qualche anno lavoro come libera professionista, per lo più online, con al fianco la mia assistente a quattro zampe Ellie
Ho preparato una raccolta di doni per te, dedicati al tuo rapporto con il cibo e il corpo. Che tu sia paziente o professionista, troverai nuovi sguardi e aiuti. Tra lezioni, pratiche guidate, romanzi e poesie... riscriveremo insieme la sfera del cibo e del corpo. Nel tuo mondo personale o professionale.
Nella stanza di cura si entra tuttə interə e ci si porta dietro ogni nostra storia, nel cibo e nel corpo, ma non solo. E, molto più spesso di quanto immaginiamo, queste storie sono legate tra di loro: essere donna porta a modelli e pressioni che cambiano come ci guardiamo allo specchio, ed infine rendono […]
C'è una sensazione che nasce spesso nella stanza di cura, e anche nelle formazioni. Quella di dover navigare qualcosa di grande, complesso, e a volte scomodo: il tema del peso. In questo periodo dell'anno, quando si inizia a sentire il profumo della primavera e il corpo torna aimè al centro dell'attenzione - i vestiti che […]
"Come sulla pelle", una lettera sulle storie che ci attraversano nel cibo, nel corpo, nella cura.
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Hillman dice: "Le parole sono come cuscini: quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore." Questa newsletter è uno spazio lento, presente e profondo, per costruire una pratica professionale più libera e allineata ai tuoi valori.
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