Come fare i primi passi nell’educazione nutrizionale gentile

Pensando ad un rapporto spontaneo con il cibo, uno dei fraintendimenti più grandi è che l’educazione nutrizionale vada persa del tutto. “Se non devo avere regole, allora ascolterò solo i segnali del mio corpo e i miei gusti”. In realtà, un rapporto intuitivo con il cibo unisce segnali del corpo e conoscenza, così che il cibo possa prendersi cura del benessere fisico ed emotivo.

Vediamo quindi perché l’educazione nutrizionale è importante anche in un rapporto spontaneo con il cibo e come mai, in questo caso, si parla di educazione nutrizionale… gentile.

Hai mai sentito parlare di educazione nutrizionale gentile? Sai da dove nasce?

L’educazione nutrizionale gentile nasce dall’Intutive Eating, un protocollo scientifico in 10 passi che guida la persona nel ricostruire un rapporto sereno e (appunto) intuitivo con il cibo.

Nel tempo, si è spesso iniziato ad usare l’aggettivo “gentile” per parlare di ogni forma di educazione nutrizionale che è fuori da regole, giusto/sbagliato, diete imposte.

Ma quale è la differenza in fondo? E perché è così importante per te?

Noi siamo come cipolle nel nostro rapporto con il cibo: al centro ci siamo noi e, mano a mano che cresciamo, si creano intorno a noi gli strati del mondo che ci circonda. Che aggiungono ogni volta un pezzetto in più al nostro vivere il cibo.

La famiglia, gli amici, i colleghi…. fino alla società.

Parlando dell’ultimo strato più esterno, la società, noi cresciamo in un ambiente che ha in questo momento storico un approccio al cibo e allo stile di vita tutto unico. Diverso da quello di 200 anni fa, e da quello che sarà fra 200 anni. Noi facciamo nostro questo filtro mano a mano che cresciamo: con la frase di un’amica, una pubblicità, i film, il consiglio di un medico…

Senza dilungarsi oltre su questo argomento immenso, uno dei concetti più grandi che interiorizziamo è il vivere le scelte alimentari come divise in sane/giuste e non sane/sbagliate. Cerchiamo quindi, sempre di più, di fare scelte che siano giuste.

Ma… giuste per chi? E poi lo sono sempre, in ogni situazione? Ecco, il cuore dell’educazione nutrizionale gentile è qui.

Lo scopo dell’educazione nutrizionale gentile è unire segnali del corpo e mente creando un piccolo cassetto di conoscenze nutrizionali che siano senza giudizio, mettano al centro i bisogni unici della persona e tengano conto delle sue risorse, che cambieranno di situazione in situazione.

Questo permette alla persona di sentirsi davvero libera nelle proprie scelte con il cibo, sapendo come prendersi cura di sé e scegliendo di volta in volta senza giudizio alcuno.

Ecco alcuni punti chiave dell’educazione nutrizionale gentile visti nella tua quotidianità

Partendo dalla mia esperienza professionale, condivido con te alcune caratteristiche secondo me chiave dell’educazione nutrizionale gentile (perché non sia l’ennesima regola o simil-dieta) vissute nella quotidianità.

L’educazione nutrizionale gentile è neutra

Aiuta a riconoscere e togliere il filtro della cultura della dieta, a smettere di vivere e pensare il cibo come giusto/sbagliato sano/non sano e semplicemente capire come può supportare i nostri bisogni nel tempo.

Immagina di essere in ufficio in un pomeriggio intenso. Una riunione dopo l’altra, piene di problemi e imprevisti. Tra l’altro il pranzo è stato più veloce e meno appagante del solito. Hai 10 minuti di pausa caffè, l’umore a terrà e una fame cieca.

Come può il cibo supportarti nei tuoi bisogni in questo momento?

Ad esempio dandoti energia, sia immediata sia a lungo rilascio. Così da “tirarti su” e sostenerti al meglio nelle ore di lavoro che ancora ti aspettano. E magari, dandoti un po’ di piacere e coccola per addolcire l’umore.

In questo caso, tra delle carote e dei biscotti qual è la scelta più vicina ai tuoi bisogni?  Probabilmente i biscotti, in quanto le carote tra le loro proprietà non hanno quella di dare energia. E rimarresti con la fame, che andrebbe aumentando sempre di più. 

Ecco che si esce dalla visione del cibo come sano/non sano e si porta l’attenzione alle proprietà di ciascun alimento, per capire come si allineano ai bisogni del momento.

L’educazione nutrizionale gentile è personale

Guarda ai bisogni e alla realtà unica di ciascuno di noi, senza stabilire una regola o una scelta migliore “a priori”.

Riprendendo l’esempio di prima, io potrei:

  • essere una persona celiaca, ed in questo caso avendo conoscenze sugli effetti del glutine sul mio organismo, su quali alimenti contengono glutine e quali no, su come riconoscerli… potrò tenere di conto di questa mia situazione speciale nella mia scelta dello snack;
  • essere una persona con diabete, ed in questo caso sapere come variano i valori di glicemia nel sangue, come sono influenzati dagli alimenti, quali attenzioni aiutano il corpo a gestire gli zuccheri con più facilità… potrò scegliere in libertà se e come prendermi cura di questa situazione;
  • essere una persona a cui i biscotti semplicemente non piacciono, per cui terrò di conto dei miei gusti nella scelta.

E questo si applica ad ogni situazione e risorsa (es. possibilità economiche, distanza fisica dal cibo e offerta del luogo, malesseri temporanei come una nausea, esigenze della famiglia).

In sintesi, non esiste una scelta giusta o sbagliata, ma esiste la tua scelta che tiene di conto di te in ogni tua sfumatura.

Come poter capire se le tue scelte a tavola, nel considerare la parte nutrizionale, nascono da uno sguardo gentile o sotto sotto sono una regola?

Questo è un aspetto molto complesso, ma alcune domande da cui puoi partire per guidarti in questo sono:

  • Qual è il perché dietro questa mia scelta? Mi piace davvero questo piatto? Ho sensi di colpa o un’idea di “giusto/sbagliato”? O le mie conoscenze nutrizionali mi hanno aiutato a fare questa scelta senza sacrificare l’ascolto e il piacere?
  • Sto facendo pressione su me stessa per “mangiare in modo sano”?
  • Questa scelta nasce da uno sguardo che mette al centro ciò che mi fa stare bene e i miei bisogni, o il controllo nel cibo?

Spero che queste domande siano per te un aiuto nell’iniziare a guardare con occhi diversi il tuo rapporto con il cibo, perché possa essere un supporto alla tua salute con serenità.

Giada Fierabracci - Dietista non prescrittiva

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Sono Giada Fierabracci, dietista non prescrittiva con due anime: una da scienziata e una più umanistica. Nel lavoro queste due metà si intrecciano per ricostruire insieme il rapporto con il cibo e il corpo, libero dalle pressioni del mondo. Da qualche anno lavoro come libera professionista, per lo più online, con al fianco la mia assistente a quattro zampe Ellie

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