Uno spazio per sostare, guardare meglio, integrare, e tornare alla tua pratica clinica con più chiarezza e direzione
Anche con anni di studio, esperienza e dedizione, ci sono momenti in cui qualcosa si ferma.
Una persona che non risponde come ci aspettavamo.
Un momento di blocco durante un percorso terapeutico.
Un dubbio che ci accompagna dopo un colloquio.
Non significa che stiamo sbagliando o "non siamo abbastanza", ma è un invito a prenderci cura anche del nostro ruolo, dei nostri strumenti, dei nostri limiti. Supervisionarsi significa onorare la complessità del lavoro di cura e ricordarsi che possiamo continuare ad apprendere, esplorare e sentirci accompagnate, anche quando ci sentiamo incerte.
Sono pensate per professioniste della nutrizione e della cura che vogliono lavorare in modo non prescrittivo, inclusivo e umano.
Per chi sta attraversando un passaggio d’approccio
Vuole radicare ciò che ha appreso in formazione
Sta cercando un equilibrio tra approccio classico e non prescrittivo
Per chi si confronta con la complessità clinica
Lavora con casi intensi (disordini della nutrizione, DCA, ambivalenze...)
Ha bisogno di uno sguardo esterno su blocchi, dubbi o criticità relazionali
Per chi sente insicurezze o desidera approfondire
Vuole lavorare su confini, etica, interazione con altre figure in squadra...
Desidera integrare approcci come IE, mindfulness, trauma-informed care

Ogni incontro è uno spazio sicuro, confidenziale e non giudicante.
Siamo essere umani, e ci dedichiamo alla cura di esseri umani. Questo porta molta complessità e chiedere aiuto per ritrovare chiarezza, direzione, aggiungere nuovi strumenti e sguardi al tuo spazio terapeutico è un dono. Per te, ma anche per ogni tuə paziente.
La supervisione è un incontro di un'ora su Zoom, prevede un questionario preparatorio per capire il tema che desideri portare e preparare eventuali risorse extra, e:
Spesso scegliamo di andare in supervisione in un momento di crisi: caso complesso, dubbio, sovraccarico... Ed è molto prezioso. Avere uno spazio di supervisione continuativo e regolare, però, porta con sé altri benefici.
Hawkins e Shohet, nel loro testo di riferimento Supervision in the Helping Professions, identificano tre funzioni fondamentali della supervisione: formativa, normativa e restorativa. E tutte e tre richiedono continuità per poter essere coltivate.
Ecco che la supervisione regolare diventa quindi uno spazio per:
La supervisione regolare permette anche a me di conoscerti e rendere il lavoro insieme più fluido, semplice, chiaro. Per questo, con la supervisione regolare annuale hai un'agevolazione del 15%:
La supervisione in piccolo gruppo è riservata a chi ha già fatto formazione insieme, oppure in caso tu non abbia mai studiato insieme è richiesto di valutare il background formativo e di esperienza, per garantire un contesto funzionale e arricchente a chiunque partecipi.
Qui infatti si entra nella pratica della Stanza di Cura, quella che viviamo ogni giorno.
Nella supervisione in piccolo gruppo:
Gli incontri di supervisione:
La supervisione in piccolo gruppo prevede 3 incontri da un'ora - così da poterne dedicare uno al tema di ciascun* professionista - e un costo di 150€ a persona.
Se si desidera, al termine degli incontri il gruppo può scegliere di proseguire rinnovando un nuovo ciclo di supervisione.



Per prenotare, puoi scrivermi via email a info@giadafierabracci.com o compilare il form con qualche parola su cosa ti porta qui.
Ti risponderò con cura nell'arco di pochi giorni, per capire insieme se questo spazio è il migliore per te.
Una volta fissata la supervisione e compilato il questionario preparatorio, ci vedremo su Zoom all’orario e nel giorno stabilito. Ti aspetterò nel nostro spazio insieme, con una tazza di tea caldo. Partiremo dalle informazioni che mi hai condiviso e scioglieremo ogni dubbio.
Una newsletter da leggere con un tea caldo, al risveglio, come ultima coccola della settimana per ritrovare un rapporto nel cibo e nel corpo sempre più consapevole, sereno, libero.
Sono Giada, dietista non prescrittiva con due anime: una da scienziata e una più umanistica. Nel lavoro queste due metà si intrecciano per ricostruire insieme il rapporto con il cibo e il corpo, libero dalle pressioni del mondo.