Ipotiroidismo: dieta e consigli nutrizionali

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In caso di ipotiroidismo, dieta e stile di vita sono davvero importanti per gestire al meglio questa condizione.

In questo articolo abbiamo già parlato di sintomi, cause e aumento di peso.

Adesso vediamo a quali nutrienti stare attenti, quali alimenti scegliere e se è davvero utile una dieta senza glutine. 🙂

Ipotiroidismo, dieta e nutrienti a rischio

Per poter funzionare al meglio, la tiroide ha bisogno di una serie di micronutrienti molto importanti. Alcuni servono per costruire gli ormoni stessi, altri per poterli attivare, altri ancora per utilizzarli. 

È, quindi, davvero importante farne il pieno tramite la dieta. 

Vediamo come 🙂

Iodio

Lo iodio è un componente fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Purtroppo, la carenza di iodio è una condizione molto comune. Infatti, nonostante esistano alimenti più ricchi in iodio, come il pesce e i latticini, il loro consumo non è sufficiente a coprire il vostro fabbisogno.

Fortunatamente, la soluzione è molto semplice: utilizzare sale iodato. 

Un cucchiaino di sale iodato al giorno contiene tutto lo iodio di cui avete bisogno.

Selenio e zinco

Il selenio e lo zinco aiutano ad attivare gli ormoni tiroidei, così che, una volta prodotti, il corpo possa utilizzarli.

Cercate, quindi, di consumare ogni giorno alimenti ricchi in selenio e zinco, come i legumi, la frutta secca e i semi.

Se state già seguendo il metodo del piatto non avete di che preoccuparvi 😉

Ferro

Una carenza di ferro aumenta il rischio di sviluppare patologie tiroidee e ne aggrava i sintomi.

Valutate, quindi, con il vostro medico se un’integratore di ferro può essere utile nel vostro caso. 

È davvero importante, però, che l’integratore di ferro sia assunto lontano dalla terapia!

FAQ soia e tiroide

Una domanda frequente è se la soia può interferire con il funzionamento della tiroide e se, quindi, in caso di ipotiroidismo è bene evitare i prodotti a base di soia.

Questo perché alcuni studi hanno dimostrato che una componente della soia, gli isoflavoni, può interferire con la produzione degli ormoni tiroidei. 

Ad oggi, però, non ci sono dati per dire che la soia possa influenzare la funzionalità tiroidea, né in bene né in male.

Valgono quindi le regole per la popolazione sana, che abbiamo visto insieme nell’articolo su Soia e ormoni: massimo 3 porzioni di soia e derivati (bevanda, tofu, tempeh..) al giorno. 🙂

Nota importante: la soia può interferire con l’assorbimento del farmaco, riducendo la dose realmente assunta. E’ quindi importante consumare alimenti a base di soia a qualche ora di distanza dalla terapia e, in ogni caso, avvisando il medico per precauzione.

Ipotiroidismo, dieta e patologie a rischio

In caso di ipotiroidismo, dieta e terapia devono tenere in considerazione anche del rischio di patologie correlate.

Ci sono, infatti, alcune malattie che sono più frequenti nelle persone con ipotiroidismo, come la celiachia e il diabete.

È davvero importante saperlo per:

  1. Conoscerne i sintomi e prestarci attenzione
  2. Diagnosticarle quanto prima
  3. Adattare la dieta e la terapia

Vediamo quelle più legate all’alimentazione e cogliamo l’occasione per parlare di dieta senza glutine in caso di ipotiroidismo. 🙂

Celiachia

Molti pazienti con problemi tiroidei presentano anche celiachia.

Questo perché le due condizioni hanno dei meccanismi di base in comune. 

La celiachia non trattata causa malassorbimento intestinale. Diminuisce così la quantità di farmaco davvero assorbito, diminuendo l’efficacia della terapia per l’ipotiroidismo.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che una dieta priva di glutine può ridurre la sintomatologia e il dosaggio dei farmaci in caso di ipotiroidismo.

Le prove sono però ancora troppo limitate per consigliarla a chiunque. È bene valutare caso per caso!

Il mio consiglio da dietista è dare tempo alla terapia di agire e, nel frattempo, migliorare il proprio stile di vita ed iniziare a fare attività fisica.

Se, una volta che gli ormoni sono normalizzati, i sintomi e il peso non accennano a collaborare, allora affidatevi ad un dietista/nutrizionista di cui vi fidate e valutate con lui/lei una dieta senza glutine… Naturalmente partendo da degli esami per la celiachia!

Diabete

L’ipotiroidismo aumenta il rischio di sviluppare diabete, e viceversa.

Ancora i meccanismi non sono del tutto chiari, ma l’ipotesi più probabile è che questo sia dovuto ad un alterazione del metabolismo di carboidrati e grassi. 

Anche in questo caso, il mio consiglio da dietista è tenere d’occhio la situazione e valutare caso per caso.

Se vi sentite stanchi, affaticati, notate un aumento della fame e della sete, una maggior frequenza di minzione (poliuria), parlatene al vostro medico.

Dei semplici esami del sangue possono togliere ogni dubbio.

Nel caso, poi, venga diagnosticata la presenza di diabete, affidatevi ad un dietista/nutrizionista per imparare come gestire al meglio la vostra alimentazione. 🙂

Come avete visto, in caso di ipotiroidismo l’alimentazione va molto al di là del solo dimagrimento.

È il vostro alleato più grande per aiutare la tiroide a lavorare al meglio. Non dimenticatelo mai!

E, soprattutto, non perdete le speranze se non trovate un equilibrio. 

Ci può volere tempo, sia per trovare la terapia farmacologica veramente giusta per voi, sia per affrontare tutte le possibili condizioni collegate.

Un abbraccio
– Giada

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