COVID 19 e alimentazione: cosa è sicuro in cucina

covid19 e alimentazione

Vitamina C, aglio, acqua bollente, in questi giorni ne abbiamo sentite di ogni contro il COVID 19. Purtroppo è un momento difficile e giustamente è facile impanicarsi di fronte ad alcune notizie (vere o meno che siano). 

Per questo ho deciso di fare chiarezza per quel che concerne alimentazione e coronavirus, sperando che questo vi tranquillizzi almeno in cucina:

  • bufale e fake news
  • cosa fare davvero per dare il meglio al sistema immunitario
  • come muoversi in cucina
  • quali alimenti sono sicuri e quali no

Dopo questa guida non voglio vedere nessuno che non mangia l’insalatona per via del COVID 19 😉

Le (purtroppo) famose tecniche anti-COVID 19

La vitamina C previene influenza e COVID 19 aumentando le difese immunitarie?

In breve, no.

Questa bufala nasce dal fatto che la vitamina C svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento del sistema immunitario e che, in caso di influenza ed altre patologie, si assiste ad un calo di vitamina C nel paziente. 

Quindi di conseguenza più vitamina C meno malattia. No, sbagliato.

Numerosi studi hanno dimostrato che:

  • L’assunzione quotidiana e prolungata di massicce dosi di vitamina C può al massimo ridurre la durata (attenzione, non prevenire) dello stato influenzale di qualche ora, sì avete letto bene qualche ora.
  • Queste dosi elevate possono però determinare effetti avversi, soprattutto a livello gastro-intestinale.
  • Il fabbisogno di vitamina C è 65mg/die nella donna e 70mg/die nell’uomo. Essendo una vitamina idrosolubile (cioè in grado di sciogliersi in acqua) ogni eccesso viene facilmente eliminato dal corpo.
    Questo a meno che le dosi siano così elevate da “superare” la capacità di eliminazione dell’organismo, con conseguenti effetti avversi citati prima da “ipervitaminosi”.
    Perché sì, anche un eccesso di vitamina è una patologia tanto quanto una sua carenza.

Piccola nota da dietista:
Consumando le raccomandate 5 porzioni di frutta e verdura al giorno siamo in grado di coprire ampiamente il nostro fabbisogno di vitamina C, senza bisogno di particolari integrazioni.

Non cadete nelle trappole del marketing, ora più che mai.

Le bevande calde diminuiscono il rischio di contrarre il coronavirus?

Mito

I coronavirus sono termolabili, quindi suscettibili alle temperature raggiunte normalmente con la cottura (70°C). 

Questo, capite bene, porta a due conclusioni:

  • Consumare bevande, come spesso sentito in questi giorni, alla temperatura di 20-25°C non ha nessuna utilità.
    Inoltre il corpo umano ha una temperatura di circa 37°C ed il virus non dovrebbe sopravvivere dentro di noi se bastassero temperature cosi basse ad eliminarlo.
  • Pensare di utilizzare liquidi a temperature superiori a 70°C per bevande o, come smentito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO), per bagni caldi può causare ustioni ed essere quindi pericoloso. Senza alcuna utilità inoltre.
covid temperature elevate

L'aglio disinfetta l'organismo dal COVID 19?

Assolutamente no.
Come dicono alcuni “al massimo aiuta a mantenere la distanza di sicurezza”. 😉

Se è infatti vero che l’aglio ha proprietà anti-microbiche dovute alla presenza di un particolare principio attivo chiamato allicina (è quella che dà all’aglio il suo caratteristico odore), non c’è nessuna prova ad oggi che abbia effetti antivirali

Nel caso specifico, nessun effetto protettivo è stato mostrato nei confronti del virus COVID 19.

covid19 aglio

Più proteine uguale più anticorpi contro il coronavirus?

Questa fake new è meno comune, quindi molti di voi non l’avranno (ancora) sentita. Meglio prevenire che curare.

Come per la vitamina C, così per le proteine il nostro corpo ha un fabbisogno ben stabilito (ne abbiamo parlato meglio in questo articolo). Tale fabbisogno è facilmente raggiunto con un’alimentazione varia ed equilibrata. 

Superare tale fabbisogno non ha alcun effetto benefico o protettivo. Anzi, potremmo incorrere in effetti indesiderati, il più banale: un aumento di peso se all’aumentato apporto proteico è associato un aumentato apporto calorico.

Quindi cosa fare per il sistema immunitario?

So che ho smontato tutti i possibili appigli. E so anche quanto la situazione al momento sia difficile e si voglia cercare di fare il massimo, sia per se stessi che per gli altri.

Purtroppo inseguire falsi miti può solo portare ad un senso di falsa sicurezza, diminuendo le attenzioni verso i comportamenti davvero importanti ed utili in questo momento.

Quindi ecco cosa potete fare per proteggervi al meglio:

  • Seguite le disposizioni del Ministero della Salute.
  • Rimanete informati su aggiornamenti e nuove scoperte, scegliendo fonti affidabili ed ufficiali (date un occhio infondo all’articolo 😉 ). Al riguardo, l’OMS aggiunge una piccola nota molto importante: rimanete aggiornati, ma prendetevi tempo per voi stessi in modo da non farvi sopraffare da ansia e agitazione.
  • Continuate ad avere un’alimentazione varia ed equilibrata (seguendo le indicazioni date qui e qui).
    Mi raccomando, non è il momento di rinunciare a frutta e verdura, fonti di vitamine e minerali! A tal proposito, vi lascio qui il post con le indicazioni su come fare la spesa al meglio in questo periodo un po’ particolare, sperando che possa aiutarvi 🙂
  • Cercate di muovervi. Al momento sul web si trovano tantissime iniziative gratuite per fare attività fisica in casa, come lezioni di yoga, pilates, zumba… scegliete quello che più vi piace e vi rilassa. 
  • Cercate di mantenere un sonno regolare (anche per questo fare del movimento è importante!).

Insomma, il miglior modo per “potenziare” al massimo il vostro sistema immunitario è mantenere uno stile di vita sano e regolare, cercando di ridurre stress e ansia. 

A dirla tutta, è meglio come “trucco” che dover mangiare aglio e bere acqua bollente, non trovate? 🙂

Se volete qualche dettaglio in più, ecco l’articolo pubblicato dal Ministero della Salute su Cosa mangiare ai tempi dell’isolamento.

Alimenti a rischio COVID 19

Gli alimenti crudi sono sicuri?

Premesse contro allarmismi e false notizie

Potete saltare direttamente al paragrafo dopo per la risposta sciuè sciuè 😉

Il COVID 19 è un virus respiratorio che quindi si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone positive, ad esempio starnutendo, tossendo o soffiandosi il naso senza i dovuti accorgimenti. 

I primi dati fanno supporre che il virus potrebbe sopravvivere alcune ore sulle superfici.

Come mai dico potrebbe?
Perché, ricordiamolo, il virus è in grado di vivere e replicarsi solo all’interno di “cellule ospiti”. In questo caso quindi, mano a mano che le goccioline di saliva evaporano dalla superficie, il virus si trova senza una cellula in cui rifugiarsi e viene eliminato.
Detto in parole povere, più il tempo passa più il rischio si abbassa.

Con il documento del 17 marzo, il Ministero della Salute ha definito il contagio da superfici una “modalità assolutamente marginale“.

Stessa cosa confermata dalla FDA per quanto riguarda eventuali prodotti alimentari lavorati/confezionati da addetti risultati positivi al virus:

FDA foodborne

Altro aspetto importante è che generalmente i coronavirus, come abbiamo accennato prima, si deteriorano a temperature elevate maggiori di 70°C (quindi con una buona cottura) ma persistono fino a giorni a temperature molto basse.

Dopo queste premesse, possiamo mangiarci questa insalata?

Si, possiamo.

Le indicazioni da parte dell’OMS al momento sono queste:

  • Evitare il consumo di prodotti di origine animale (come carne e pesce) crudi o non ben cotti. Attenzione quindi a sushi, tagliata e preparazioni simili.
    Ci tengo però a precisare che al momento non è una norma obbligatoria, ma una raccomandazione al fine precauzionale.
  • Per tutti gli altri tipi di alimenti valgono le normali norme in tema sicurezza alimentare (quelle, per capirci, normalmente indicate per ridurre il rischio di Salmonellosi e altre tossi-infezioni alimentari).
alimenti crudi covid

Nella pratica, come evitare rischi in cucina

Passiamo alla pratica, che alla fine è quello che ci interessa davvero nella quotidianità.

Un metodo facile e veloce è seguire i Cinque punti chiave per alimenti più sicuri dell’OMS:

1. ATTENZIONE ALLA PULIZIA

Lavatevi le mani prima, durante e dopo il contatto con gli alimenti. Prima di cucinare, lavate bene (usando un prodotto contenente alcool) le superfici su cui lavorerete.

Per la pulizia delle mani don’t worry! Sono sufficienti acqua e sapone.

2. SEPARATE BENE CIBI COTTI E CRUDI

Tenete sempre gli alimenti crudi, in particolare carne e pesce, ben separati da quelli già pronti.
Il rischio infatti è quello della contaminazione crociata. In parole povere, il passaggio di microorganismi pericolosi dall’alimento crudo a quello cotto.

Per lo stesso motivo:

  • Usate sempre utensili/piatti/ripiani diversi per crudo e cotto.
  • Lavatevi le mani più volte durante la preparazione (vedi punto 1 🙂 ).
  • Conservate gli alimenti in frigo/freezer ben separati in modo che non ci sia rischio di contatto tra cotto e crudo (potete usare contenitori appositi e piani diversi, mettendo più in basso il crudo così da non rischiare sgocciolature varie).
  • Ricordatevi che sì, le uova sono alimenti crudi. Quindi tenetele ben separate dal resto.

3. CUOCETE MOLTO BENE GLI ALIMENTI (in particolare quelli di origine animale)

Carne, pesce e uova devono essere cotti completamente. Attenzione quindi a carni molto spesse che potrebbero rimanere rosate, a stufati e cotture lunghe (se il sugo bolle allora ci siete!). Altro trucchetto: il siero di cottura deve essere chiaro, non rosso o rosato 😉

E la fiorentina o il sushi? 
Come vi dicevo prima, sono precauzioni e non norme obbligatorie da parte dell’OMS quindi è a vostra discrezione decidere se esporvi o meno al rischio. 

4. TENETE GLI ALIMENTI ALLA GIUSTA TEMPERATURA

Nella pratica: 

  • Cercate di mettere gli avanzi in frigo/freezer quanto prima, in modo da tenerli a temperatura ambiente massimo un paio d’ore. 
  • Non scongelate a temperatura ambiente, ma “scendete” (retaggi da fuori sede) il prodotto dal freezer al frigo.
  • Non conservate troppo a lungo i prodotti (attenti alle scadenze!).

5. ATTENTI A SCEGLIERE BENE LE MATERIE PRIME

Suona più difficile di quanto lo sia. 

Semplicemente, attenti ad usare acqua pulita, scegliere prodotti ancora freschi, occhio che i barattoli dei prodotti inscatolati non siano cocciati/danneggiati, attenti alla data di scadenza al momento dell’acquisto. 

Ma.. come lavo verdura e frutta per via del coronavirus?

Semplice acqua. Magari fate qualche risciacquo in più.
Non acqua e sapone, mi raccomando. 
Ri-lavate anche le verdure in busta. 

Ultima nota: il bicarbonato non “disinfetta” ma toglie solo un po’ di terra e polvere 😉

Adesso avete una vera guida smart alla sicurezza a tavola a prova di COVID 19. Quindi tranquilli per le vostre insalatone ora che arriva il caldo 🙂

Ultima parentesi che non ripeterò mai abbastanza: 

Ascoltate la scienza. Come una rondine non fa primavera, così un solo studio non fa scienza. Non ci capite niente di roba scientifica? Tranquilli è normale, ad ognuno il suo.

Per questo le autorità hanno dei siti ufficiali, dove team di esperti analizzano per voi i dati più recenti.

Oggi è il 23 marzo 2020. Potrebbe darsi che nelle prossime settimane ci siano aggiornamenti sulla base di nuove scoperte. Come fate a saperlo?

Se mi seguite su Instagram vi tengo aggiornati e rispondo ad ogni vostro dubbio. Alla fine di questo articolo vi lascio inoltre i siti ufficiali su i quali vengono pubblicate tempestivamente tutte le novità rilevanti.

Vi prego non googlate e ‘ndo coglio coglio!

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